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Chi è Ernesto Ferrero
Notizie bio-bibliografiche

Ernesto Ferrero (Torino,1938) inizia a lavorare nell'editoria nel 1963, quando diventa il responsabile dell'ufficio stampa della Casa Editrice Einaudi. Gli anni '60 e '70 coincidono con il momento di massimo splendore della casa torinese. Nel famoso consiglio del mercoledì siedono personaggi come Elio Vittorini e Italo Calvino, Natalia Ginzburg, Norberto Bobbio e Massimo Mila, lo storico Franco Venturi, Giulio Bollati.

Alla fine degli anni '70 Ferrero diventa direttore letterario della Einaudi; negli anni '84-'89 come direttore editoriale darà un contributo decisivo al superamento della crisi economico-finanziaria del 1983, e al pieno rilancio della casa. Altre esperienze di lavoro lo vedranno segretario generale della Boringhieri, direttore editoriale in Garzanti e direttore letterario presso Mondadori. Nel 1998 è chiamato a dirigere la Fiera Internazionale del libro di Torino (Fiera del Libro)

I suoi interessi di saggista si indirizzano alla linguistica e alla critica letteraria. Nel 1972 pubblica I gerghi della mala dal '400 a oggi (Oscar Mondadori, Premio Viareggio Opera prima), poi interamente ripensato, aggiornato e ampliato nel Dizionario storico dei gerghi italiani (Mondadori, 1991). Come critico, si è occupato di Carlo Emilio Gadda (Mursia, 1972), Italo Calvino (Album Calvino, una biografia per immagini nei "Meridiani" Mondadori, in collaborazione con L. Baranelli, 1995;ora in edizione Oscar, 2003), Primo Levi (un'antologia della critica presso Einaudi, 1997) e Lalla Romano (Vita di Lalla Romano raccontata da lei medesima, Manni 2006). Ha inoltre curato il Dialogo tra Primo Levi e Tullio Regge (1984, ora in una nuova edizione nei Tascabili Einaudi) e le Opere di Maria Bellonci, in due volumi dei "Meridiani" Mondadori.

Un interesse antropologico per le esperienze estreme lo ha portato  a diventare il biografo di Gilles de Rais, il mostruoso Barbablù del Quattrocento francese (Mondadori 1975; nuova ed. riveduta e accresciuta, Piemme, 1998; da aprile 2004 nei Tascabili Einaudi).

 Il tema della maschera e degli inganni sociali gli ha ispirato il romanzo Cervo Bianco (Mondadori,1980), basato su una storia vera: le avventure di un falso capo indiano che incanta gli italiani nel 1924, l'anno del delitto Matteotti. Completamente riscritto, il romanzo esce nell'ottobre 2001 da Einaudi con un nuovo titolo: L'anno dell'Indiano (Premio Via Po, Premio Ostia, Premio Bari).

Il suo romanzo N. (Einaudi, 2000) ricostruisce i trecento giorni di Napoleone all'isola d'Elba, dal maggio 1814 al febbraio 1815, attraverso gli occhi di un letterato locale che diventerà il suo bibliotecario. Ancora una volta un personaggio "estremo", il primo eroe borghese dell'età moderna, destinato ad alimentare un mito che non tramonta, e che il romanzo analizza criticamente

N. vince il Premio Strega 2000, il Premio della Società dei lettori di Lucca e il Premio Alassio. Un autore per l'Europa. Nell'agosto 2000 Portoferraio conferisce a Ferrero la cittadinanza onoraria. N. è stato tradotto in Francia (Gallimard), Grecia (Castaniotis), Olanda (Prometheus), Portogallo (Teorema), Spagna (Tusquets), Polonia, Lettonia (Atena).  Nel 2006 Paolo Virzì ne ha tratto liberamente il film con Daniel Auteuil nella parte di Napoleone, Monica Bellucci in quella della Baronessa ed Elio Germano in quella di Martino.

Il racconto Il capitano Salgari, mio vicino di casa , è compreso nell'antologia Mompracem , a cura di A. Franchini e F. Parazzoli, Mondadori 2002.

Nell'ottobre 2002 esce da Mondadori Lezioni napoleoniche , sei "lezioni" di Napoleone organizzatore e manager sul governo degli uomini e dell'impresa (Premio Isola d'Elba-Raffaello Brignetti 2003; Premio Rhegium Julii 2003). Negli anni dell'Impero è anche ambientato  il monologo teatrale Elisa , che dà voce alla sorella di Napoleone, principessa di Lucca e Piombino, e granduchessa di Toscana (Sellerio, 2002). 

 

 I migliori anni della nostra vita (Feltrinelli,  2005; Premio Comisso, Premio dei librai di Padova) rievoca sul filo della memoria una stagione magica della cultura italiana, quella che va dal 1963 al 1975, anno della morte di Pier Paolo Pasolini. L’ambiente è quello di una prestigiosa casa editrice, intorno a cui ruotano i maggiori scrittori italiani del ‘900, qui colti affettuosamente nella loro dimensione privata, nei loro tic e nei loro segreti grandi e piccoli: Pavese, Vittorini, Calvino, Primo Levi, Natalia Ginzburg, Gadda, Sciascia, Volponi, Parise, Elsa Morante, Fruttero & Lucentini, Lalla Romano, Revelli, e lo stesso Pasolini; ma anche Fellini, Tiziano Terzani, Philip Roth che viene a Torino con Claire Bloom a trovare l’amico Primo Levi. Domina su tutti la figura carismatica di Giulio Einaudi, sempre proteso all’inseguimento del nuovo, a fare di ogni giornata un evento memorabile. La vita quotidiana della casa editrice e dei suoi  autori viene così fissata come nelle immagini di un album di famiglia.

Dall'aprile 2009, il libro è disponibile nei Tascabili Feltrinelli.

Un capitolo del libro, Nos jours passent comme l'ombre, dedicato ai "ritiri spirituali" estivi degli einaudiani, riscritto e ampliato, è  ospitato in Rhemes o della felicità (Liaison editrice, Courmayeur, 2008).

 

Il romanzo storico La misteriosa storia del papiro di Artemidoro (Einaudi Tascabili, 2006) prende spunto dall'avventuroso ritrovamento di un papiro dell'età di Cleopatra che, nato per ospitare il secondo libro della Geografia di Artemidoro di Efeso, già andato perduto, è passato dalla bottega di un copista a un atelier artistico di Alessandria, diventando un album da disegno (unico esempio del genere che ci sia giunto dall'antichità) prima di finire pressato in una maschera funeraria di cartapesta che l'ha conservato fino a noi.

 

In occasione del ventennale della scomparsa (11 aprile 1987) è uscito da Einaudi Primo Levi. La vita, le opere, un profilo introduttivo, biografico e critico, del grande scrittore torinese. In traduzione francese presso Liana Levi, a cura di J.-L. Defremont, 2009

  

Per i bambini ha scritto L'Ottavo Nano (Einaudi 1972), ora ripubblicato dal "Battello a vapore" della Piemme Junior con un nuovo finale e le illustrazioni di Lucia Salemi; e Il giovane Napoleone (Gallucci 2006, con le illustrazioni di Roberto Perini). A Sant'Elena, l'imperatore sconfitto racconta la sua infanzia e adolescenza alla piccola Betsy Balcombe, che a sua volta lo sollecita con le sue domande spesso impertinenti. Della stessa Betsy, Ferrero ha curato per Mondadori il volume di memorie Il mio amico Napoleone, premettendovi un ampio saggio introduttivo (2007).

Come traduttore, si è cimentato nelle impegnative versioni del Viaggio al termine della notte (Corbaccio) e di Casse-pipe di L.-F- Céline (Einaudi) e di Bouvard e Pécuchet di Gustave Flaubert (Meridiani Mondadori).  

Collabora a "La Stampa", "IlSole24ore" e ai programmi culturali della Rai.

 

Come molti odiatori di Napoleone, raccolgo libri su Napoleone. Lo faccio perché, anche se ammiro la sua intelligenza indubbiamente superiore e il suo genio, non mi stanco di cercare nuove prove del suo cinismo e della sua crudeltà. Gli ingredienti principali del suo dispotismo e della sua tirannia. Di conseguenza, ne so parecchio su di lui. Ma quando leggo i libri di Ernesto Ferrero concludo sempre che ne so troppo poco. Sono un magistrale lavoro di ricerca, e offrono un’interpretazione profonda del personaggio. Sono proprio irresistibili. Ogni volta mi incantano, mi stregano. E credetemi, non è facile incantarmi, né stregarmi.

 

Oriana Fallaci

 

New York, dicembre 2002

In questi mesi rileggo nelle edizioni Einaudi i libri di Ernesto Ferrero. Mi comunicano la virtù rara della pertinenza, tra fondamenti illuministici del giudizio sui comportamenti individuali e collettivi, la microscopica virtù della storiografia, il fascino linguistico e strutturale del narratore di classe. Sono libri che possono cambiare il punto di vista sulla storia e contemporaneamente rinnovare le esperienze del grande stile.

 

Giorgio Luzzi

 

Novembre 2004

 

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