In Libri
Versione stampabile Invia ad un amico
Elisa
Sellerio, Palermo 2002
  1. Il libro
  2. Per Elisa: alla riscoperta della Principessa di Lucca
  3. Per Elisa 2: un epigramma di Giorgio Calcagno
  4. Hanno scritto di "Elisa"
Il libro Elisa Bonaparte, Principessa di Lucca e Piombino, Granduchessa di Toscana, dove ha lasciato un buon ricordo, è forse il personaggio meno noto della famiglia di Napoleone. Costretta a fuggire bambina dalla Corsica, passa lunghi anni di solitudine in un educandato. Ne esce coniugata con un insignificante ufficiale, Felice Baciocchi, di diciotto anni più anziano, malgrado l’opposizione di Napoleone.

La sua educazione mondana e politica si compie alla corte del fratello Luciano, letterato e collezionista, ma anche abile uomo politico. Elisa impara a tenere salotto, tra i suoi protetti c’è Chateaubriand. Quando tuttavia capisce che a Parigi non può competere con gli altri membri della famiglia imperiale, a cominciare da Joséphine, cerca gloria fuori dalla Francia. L’insignificante educanda rivela insospettate capacità di governo. Per un decennio, Lucca e la Toscana diventano teatro di una frenetica azione riformatrice, ma anche di balli, di feste, di grandiosi spettacoli pubblici, di fasto mondano e culturale. Napoleone si ritrova costretto ad ammettere che Elisa è il migliore dei suoi ministri.

Il monologo teatrale di Ernesto Ferrero coglie questo originale personaggio nel momento del congedo, nella primavera 1814. Il destino di Elisa seguirà infatti quello di Napoleone, costretto a ritirarsi all’Elba. La granduchessa ripercorre la sua vita: non solo le tappe salienti del principato, ma anche la giovinezza, la ricerca di un’identità, i complessi rapporti con la famiglia (la madre parsimoniosa, Napoleone, Joséphine, Paolina, i fratelli e le sorelle, il marito insulso, la figlia) e con i numerosi favoriti (che la tradiranno crudelmente), la passione per il teatro e la musica (alle sue dipendenze c’è anche Niccolò Paganini), i trionfi e i dolori.

Elisa ci appare così come un’antesignana dell’emancipazione femminile da un destino di subalternità, e insieme a Maria Luigia resta uno tra i pochissimi esempi di donna capace di improntare di sé un’epoca. Nelle sue confessioni si possono cogliere in filigrana anche gli sconvolgimenti e le esaltazioni di un momento storico di rara intensità, in cui tutto è smisurato e sembra diventare realizzabile l’ambizione di rifare il mondo.

La rappresentazione di questo monologo teatrale, interpretato da Simona Marchini per la regia di Massimo Luconi, fa parte della iniziative promosse dalle Province di Lucca, Pisa, Livorno e Massa Carrara, e dalla Soprintendenza per i beni ambientali, architettonici, artistici e storici delle stesse province, per la valorizzazione delle residenza napoleoniche in Toscana attraverso esposizioni, convegni, seminari, interventi di carattere paesaggistico di restauro, momenti di spettacolo. L’evento teatrale è legato alla mostra La tavola di Elisa. Un inventario racconta , che si tiene a Lucca nell’inverno 2002-2003.

Pag.1 di 4

 
 
 
Powered by Xpublisher